{"id":5361,"date":"2022-12-31T16:47:00","date_gmt":"2022-12-31T16:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.africa-press.net\/guinee-equatoriale\/politique\/diplomazia-pontificia-un-bilancio-del-2022"},"modified":"2022-12-31T16:47:00","modified_gmt":"2022-12-31T16:47:00","slug":"diplomazia-pontificia-un-bilancio-del-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.africa-press.net\/guinee-equatoriale\/politique\/diplomazia-pontificia-un-bilancio-del-2022","title":{"rendered":"Diplomazia pontificia, un bilancio del 2022"},"content":{"rendered":"<p><b>Andrea Gagliarducci<\/b><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600\"><strong>Africa-Press &#8211; Guinee Equatoriale. <\/strong><\/span>Numeri, novita\u0300 e curiosita\u0300 della diplomazia pontificia nel 2022. Gli avvicendamenti dei nunzi. Le attivita\u0300 delle missioni permanenti<\/p>\n<p>CITTA\u0300 DEL VATICANO , 31 dicembre, 2022 \/ 4:00 PM (ACI Stampa).-<\/p>\n<p>Non c\u2019e\u0300 stato un grandissimo cambio generazionale all\u2019interno del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Nel corso del 2022, sono stati scelti sette nunzi di prima nomina, di cui uno, il vescovo Noe\u0308l Treanor chiamato a guidare la nunziatura presso l\u2019Unione Europea, non proveniva da carriera diplomatica. L\u2019idea e\u0300 che ci saranno altri nunzi non provenienti da carriera diplomatica nel corso dell\u2019anno, perche\u0301 ci sono diverse nunziature che richiedono un ricambio generazionale.<\/p>\n<p>Il focus diplomatico dell\u2019anno in corso e\u0300 stato per buona parte incentrato sulla guerra in Ucraina, e ha avuto il culmine con il viaggio dell\u2019arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, nel Paese. Il Papa ha inviato anche quattro volte il Cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio, a portare aiuti umanitari, e una volta il Cardinale Michael Czerny, prefetto del Dicastero per la Promozione dello Sviluppo Umano Integrale, al confine con la Slovacchia e Ungheria per definire in che modo la Santa Sede potesse aiutare sulla questione dei rifugiati e dei migranti.<\/p>\n<p>La messa per i trenta anni di relazioni diplomatiche con l\u2019Ucraina, celebrata dal Cardinale Pietro Parolin, ha avuto in questo senso grande significato, come la ha avuto la celebrazione per i 30 anni delle relazioni diplomatiche con l\u2019Armenia. Tra gli anniversari da segnalare nel corso dell\u2019anno, anche i 30 anni di relazioni diplomatiche con la Romania e con la Littuania.<\/p>\n<p>Tra i viaggio dell\u2019anno, va segnalato sempre il viaggio in Algeria dell\u2019arcivescovo Gallagher per i cinquanta anni dei rapporti diplomatici, e quello in America Centrale, che ha portato ad avere contatti anche con il Nicaragua, in una situazione difficile che ha visto l\u2019espulsione del nunzio Sommertag lo scorso marzo.<\/p>\n<p>Lo stesso nunzio e\u0300 stato destinato ad altro incarico a settembre, aprendo per una sua successione a Managua e gettando un simbolico ramoscello di ulivo al regime Ortega, che pure non si e\u0300 fatto scrupolo di attaccare sacerdoti e vescovi, fino all\u2019arresto del vescovo di Matagalpa Rolando Alvarez, che non e\u0300 libero dalla scorsa estate.<\/p>\n<p>Da segnalare, infine, anche il viaggio \u201ca casa\u201d dell\u2019arcivescovo Edgar Pena Para, sosttiuto della Segreteria di Stato, che in Venezuela ha anche avuto modo di incontrare il presidente Nicolas Maduro. E\u0300 anche questa una presa di contatto, dopo varie tensioni e in una situazione particolarmente difficile. Tra le nunziature di un certo rilievo, quella di Caracas e\u0300 da tempo rimasta senza rappresentante pontificio di alto livello.<\/p>\n<p>FOCUS NUNZIATURE<\/p>\n<p>Le nunziature vacanti<\/p>\n<p>All\u2019inizio del 2022, erano vacanti circa il 10 per cento delle nunziature del mondo, tra le quali alcune particolarmente importanti. In Europa, erano senza nunzio le rappresentanze pontificie presso l\u2019Unione Europea, di Bosnia Erzegovina, Paesi Bassi, Slovacchia, Serbia, Montenegro, Irlanda, Malta, Scandinavia, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia. Tutte, nel corso dell\u2019anno, hanno ricevuto la provvista, con l\u2019eccezione dell\u2019Irlanda e della nunziatura di Norvegia \/ Finlandia \/ Danimarca. E\u0300 diventata vacante l\u2019importante nunziatura del Regno Unito, in quanto il nunzio, l\u2019arcivescovo Claudio Gugerotti, e\u0300 stato chiamato a guidare il Dicastero per le Chiese Orientali.<\/p>\n<p>In Medio Oriente, resta senza nunzio: la Giordania (che e\u0300 stata scorporata dalla nunziatura in Iraq).<\/p>\n<p>In Africa, mancavano ad inizio anno all\u2019appello i nunzi di Tanzania, Senegal, Capo Verde, Guinea Bissau, Mali, Liberia, Gambia, Sierra Leone, Libia e Mauritania. Di queste, sono rimaste senza nunzio Libia, Gambia e Tanzania, mentre si e\u0300 aggiunta la vacanza delle nunziature di Repubblica Centrafricana \/ Ciad e Costa d\u2019Avorio e Camerun \/ Guinea Equatoriale, dato che i loro nunzi sono statti spostati ad altri incarichi.<\/p>\n<p>In Asia, ha rinunciato il nunzio in Bangladesh, e restano senza \u201cambasciatore del Papa\u201d anche le nunziature di Thailandia \/ Cambogia \/ Myanmar \/ Laos, Emirati Arabi Uniti \/ Yemen, e quella di Kazakhstan \/ Takjikistan \/ Kirghizistan.<\/p>\n<p>In America Latina, sono rimaste vacanti le nunziature di Nicaragua e Venezuela, mentre in Sudamerica l\u2019Uruguay e\u0300 senza ambasciatore del Papa da settembre, quando l\u2019arcivescovo Luciano Russo e\u0300 stato chiamato a dirigere la Terza Sezione della Segreteria di Stato.<\/p>\n<p>Chi sono i nunzi di prima nomina<\/p>\n<p>Sono sette i nunzi di prima nomina. Il vescovo Noel Treanor di Down e Connor e\u0300 stato chiamato a guidare la nunziatura presso l\u2019Unione Europea. Ha avuto esperienza come segretario generale della Commissione delle Conferenze Episcopali dell\u2019Unione Europea, ma non viene dalla carriera diplomatica.<\/p>\n<p>L\u2019altro nome di rilievo nella batteria dei nunzi di prima nomina e\u0300 quello dell\u2019arcivescovo Luigi Roberto Cona, destinato alla nunziatura di El Salvador dopo aver speso un quinquennio come assessore della Segreteria di Stato.<\/p>\n<p>Ci sono state anche due nomine che avevano fatto pensare ad un cambiamento dei rapporti diplomatici con la Cina. Il 31 gennaio, monsignor Arnaldo Catalan, charge\u0301 d\u2019affaires a Taiwan dal 2019, e\u0300 stato nominato nunzio in Rwanda. Il 5 febbraio, Papa Francesco ha nominato monsignor Javier Herrera Corona, capo della missione di studio della Santa Sede ad Hong Kong, come nunzio nella Repubblica del Congo e in Gabon. Entrambi erano da poco nell\u2019incarico in Cina, ma entrambi erano comunque in lista per una promozione. Molto rumore per nulla, alla fine.<\/p>\n<p>La scelta dell\u2019arcivescovo Mambe\u0301 Jean-Sylvain Emien come nunzio in Mali dona alla Chiesa il primo nunzio apostolico proveniente dalla Costa d\u2019Avorio, ed e\u0300 stata l\u2019occasione anche di un viaggio del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, ad Abidjan.<\/p>\n<p>Altri nunzi di prima nomina sono Walter Erbi\u0300, destinato alla nunziatura di Monrovia (in Liberia) che e\u0300 sede anche per altri Paesi africani, e Tomasz Grysa, inviato nunzio in Madagascar.<\/p>\n<p>Cronologia delle nomine di nunziatura<\/p>\n<p>Il 17 gennaio, Papa Francesco ha nominato l\u2019arcivescovo Charles Daniel Balvo, che era nunzio in Repubblica Ceca, come suo ambasciatore in Australia.<\/p>\n<p>Il 31 gennaio, monsignor Arnaldo Catalan e\u0300 stato inviato, come detto, nunzio in Rwanda.<\/p>\n<p>Il 2 febbraio e\u0300 arrivata la nomina del primo nunzio apostolico proveniente dalla Costa d\u2019Avorio, l\u2019arcivescovo Mambe\u0301 Jean-Sylvain Emien, destinato alla nunziatura del Mali, cui ha aggiunto il 12 novembre l\u2019incarico di nunzio apostolico in Guinea.<\/p>\n<p>Il 5 febbraio, monsignor Javier Herrera Corona e\u0300 stato inviato come nunzio in Congo e Gabon.<\/p>\n<p>Il 14 febbraio, l\u2019arcivescovo Marek Solczynky ha aggiunto al suo incarico di nunzio apostolico in Turchia quello di nunzio in Azerbaijan, secondo una nuova suddivisione delle nunziature che prevede che le competenze di Baku siano date alla nunziatura di Ankara, e non a quella di Tbilisi. Un cambiamento nato anche in considerazione delle crescenti tensioni tra Azerbaijan e Armenia.<\/p>\n<p>L\u20191 maggio, l\u2019arcivescovo Jude Thaddeus Okolo e\u0300 stato spostato dalla nunziatura di Irlanda alla nunziatura di Repubblica Ceca, mentre il 13 maggio l\u2019arcivescovo Luciano Suriani e\u0300 stato trasferito dalla nunziatura di Serbia a quella di Bulgaria, incarico che include anche la guida della rappresentanza pontificia in Macedonia del Nord, incarico formalmente assunto il 21 maggio.<\/p>\n<p>Il 14 maggio, l\u2019arcivescovo Dagoberto Campos Salas e\u0300 stato nominato nunzio apostolico a Panama.<\/p>\n<p>Il 2 luglio, l\u2019arcivescovo Nicola Girasoli e\u0300 stato spostato dalla sede di Lima, in Peru\u0300, a quella di Bratislava, in Slovacchia, dove prende il posto del nunzio Ottonello, da poco andato in pensione.<\/p>\n<p>Il 7 luglio e\u0300 stato nominato il nunzio apostolico in Messico, nella persona dell\u2019arcivescovo Joseph Spitieri, che era nunzio apostolico in Libano.<\/p>\n<p>Il 16 luglio, la nunziatura in Thailandia si e\u0300 resa vacante con la nomina dell\u2019arcivescovo Paul Tschaan In-Nam a nunzio nei Paesi Bassi.<\/p>\n<p>Sempre il 16 luglio, monsignor Walter Erbi\u0300 e\u0300 stato nominato ambasciatore del Papa in Liberia, incarico cui ha aggiunto quello di nunzio in Sierra Leone il 20 luglio.<\/p>\n<p>Il 30 luglio, l\u2019arcivescovo Santiago de Wit Guzman, che era nunzio apostolico in Repubblica Centrafricana e Ciad, e\u0300 stato inviato come nunzio apostolico in Trinidad e Tobago, Antigua e Barbuda, Belize, Grenada, Repubblica Cooperativistica della Guyana, Saint Kitts e Nevis, St. Vincent e Grenadine, Suriname e Delegato Apostolico nelle Antille, cui ha aggiunto il 12 novembre l\u2019incarico di nunzio in Bahamas, Barbados, Dominica, Giamaica e Santa Lucia.<\/p>\n<p>Il nunzio in Madagascar, l\u2019arcivescovo Rocco Gualtieri, e\u0300 stato invece spostato alla sede di Lima, in Peru\u0300, il 6 agosto. Il 6 settembre, Papa Francesco ha nominato nunzio apostolico in Senegal, Cabo Verde, Guinea Bissau e Mauritania l\u2019arcivescovo Waldemar Sommertag. Era nunzio in Nicaragua, ed era stato espulso dal Paese il 12 marzo precedente, suscitando vibrate proteste della Segreteria di Stato.<\/p>\n<p>Il 12 settembre, l\u2019arcivescovo Santo Gangemi, fino a quel momento nunzio apostolico in El Salvador, e\u0300 stato nominato da Papa Francesco nunzio in Serbia, mentre il 24 settembre e\u0300 finita la breve vacanza della nunziatura in Libano con la nomina dell\u2019arcivescovo Paolo Borgia ad \u201cambasciatore del Papa\u201d a Beirut, il quale ha lasciato cosi\u0300 l\u2019incarico di nunzio in Costa d\u2019Avorio.<\/p>\n<p>Monsignor Tomasz Grysa e\u0300 stato nominato nunzio in Madagascar e delegato apostolico alle Isole Comore il 27 settembre, mentre l\u20191 ottobre il Papa ha trasferito l\u2019arcivescovo Francis Assisi Chullikat dalla guida della nunziatura in Kazakhstan, Kyrgyzstan e Tajikistan a quella di Bosnia ed Erzegovina.<\/p>\n<p>Il 24 ottobre, l\u2019arcivescovo Savio Hon Tai-Fai ha lasciato l\u2019incarico di nunzio apostolico in Grecia, cui era arrivato dal posto di segretario della Congregazione per l\u2019Evangelizzazione dei Popoli, ed e\u0300 stato destinato da Papa Francesco alla nunziatura di Malta.<\/p>\n<p>Il 26 ottobre, il Papa ha promosso Roberto Luigi Cona, fino a quel momento assessore della sezione degli Affari generali della Segreteria di Stato, a nunzio apostolico in El Salvador. Al suo posto, come assessore, e\u0300 stato nominato monsignor Roberto Campisi.Il 9 novembre, il Papa ha nominato l\u2019arcivescovo Julio Murat come nunzio apostolico in Svezia e Islanda.<\/p>\n<p>Il 26 novembre, Papa Francesco ha nominato il vescovo Noe\u0308l Treanor come nunzio apostolico nell\u2019Unione Europea, per sostituire l\u2019arcivescovo Aldo Giordano, che ha occupato la posizione per pochissimo tempo prima di morire di COVID.<\/p>\n<p>L\u20191 dicembre, infine, Papa Francesco ha destinato l\u2019arcivescovo Jan Romeo Pawlowski, che da settembre era senza incarico dopo aver terminato quello di segretario per le rappresentanze pontificie, come nunzio apostolico in Grecia.<\/p>\n<p>FOCUS INTERNAZIONALE<\/p>\n<p>Le questioni piu\u0300 importanti dell\u2019anno internazionale della Santa Sede<\/p>\n<p>La guerra in Ucraina, cominciata il 24 febbraio con l\u2019aggressione russa, e\u0300 diventata un focus centrale della diplomazia della Santa Sede. C\u2019e\u0300 da dire che la Santa Sede da tempo era sul territorio, che gia\u0300 prima dello scoppio della guerra il Papa aveva fatto diversi appelli, incluso uno molto importante all\u2019Urbi et Orbi di Natale.<\/p>\n<p>Di particolare importanza e\u0300 stato il viaggio dell\u2019arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, in Ucraina. Il \u201cministro degli Esteri\u201d vaticano e\u0300 stato nel Paese dal 18 al 20 maggio<\/p>\n<p>Papa Francesco ha fatto piu\u0300 di cento appelli per la fine delle ostilita\u0300. Il 2 ottobre, ha dedicato l\u2019intera preghiera dell\u2019Angelus ad un appello per la fine del conflitto in Ucraina, cosa che aveva fatto solo in occasione della guerra in Siria nel 2013. La Santa Sede piu\u0300 volte si e\u0300 proposta come tavolo di mediazione, e il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, ha proposto anche una \u201cConferenza Europea per la Pace\u201d, ribandendo la vocazione multilaterale della Santa Sede.<\/p>\n<p>Papa Francesco ha anche fatto il gesto di presentarsi presso l\u2019ambasciata della Federazione Russa, il 26 febbraio, cercando un contatto con il presidente Vladimir Putin che non e\u0300 mai arrivato. L\u2019ultimo contatto tra Putin e il Papa risale, dunque, al 17 dicembre 2021, quando fu il presidente russo a chiamare per fare gli auguri di compleanno al pontefice, anticipando cosi\u0300 una telefonata che stava per essere organizzata e con la quale il Papa avrebbe voluto chiedere conto dell\u2019ammasso di truppe al confine con il territorio ucraino.<\/p>\n<p>La guerra in Ucraina ha portato, comunque, anche ad un raffreddamento delle relazioni ecumeniche tra Santa Sede e Patriarcato di Mosca. Papa Francesco ha avuto una videoconferenza con il Patriarca Kirill di Mosca il 6 marzo. Il Papa ha poi raccontato, in una intervista, di aver sottolineato al Patriarca che \u201cnon siamo chierici di Stato\u201d, un dettaglio che ha suscitato una certa insofferenza da Mosca. Nel frattempo, era in preparazione comunque un secondo incontro tra il Papa e il Patriarca a Gerusalemme, come corollario di un viaggio che il Papa pensava di fare in Libano.<\/p>\n<p>Il viaggio in Libano non c\u2019e\u0300 stato, e nemmeno l\u2019incontro a Gerusalemme. Papa Francesco ha sottolineato che si e\u0300 pensato non fosse opportuno in quel momento, e queste parole hanno ulteriormente raffreddato i rapporti. Il metropolita Antonij, che preso il posto del metropolita Hilarion come capo delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, ha messo in luce la non opportunita\u0300 delle dichiarazioni del Papa. Il Patriarca Kirill ha poi annullato il viaggio in Kazakhstan, dove avrebbe partecipato, come il Papa, all\u2019incontro mondiale dei leader delle Religioni e Tradizioni. Anche quella era una possibilita\u0300 di incontro.<\/p>\n<p>Il 2022 e\u0300 stato anche l\u2019anno in cui e\u0300 stato rinnovato l\u2019Accordo con la Cina per la nomina dei vescovi. L\u2019accordo e\u0300 stato definito \u201cpastorale\u201d a piu\u0300 riprese, e difeso dalla Segreteria di Stato vaticana. Il Segretario di Stato, il Cardinale Parolin, ha comunque confidato nella speranza del rinnovo di un accordo con qualche modifica, e non si sa se queste modifiche siano avvenute.<\/p>\n<p>In quattro anni, l\u2019accordo ha portato solo a sei nomine di vescovi in Cina, dove ci sono ancora una quarantina di diocesi vacanti. Inoltre, l\u2019anno si e\u0300 concluso con le vibrate proteste della Santa Sede nei confronti della Cina, che ha installato un vescovo ausiliare di una diocesi previsa nella suddivisione cinese, ma non in quella vaticana, violando \u201clo spirito\u201d dell\u2019accordo. Non a caso si e\u0300 parlato di \u201cspirito\u201d, perche\u0301 la suddivisione delle diocesi non rientrava nelle questioni toccate dall\u2019accordo.<\/p>\n<p>Papa Francesco ha comunque mantenuto una porta aperta nei confronti della Cina, e, quando era in Kazakhstan, ha lasciato intendere una sua disponibilita\u0300 a incontrare il presidente cinese Xi Jinping, anche lui ad Astana per degli incontri diplomatici.<\/p>\n<p>Resta da comprendere in che modo la questione di Taiwan potra\u0300 impattare sui rapporti tra Santa Sede e Cina. La guerra in Ucraina ha anche aperto nuove preoccupazioni per la situazione nello stretto di Taiwan. La Santa Sede ha mostrato amicizia con Taipei, e i piu\u0300 alti officiali della Segreteria di Stato vaticana sono stati presenti alla festa nazionale del Paese organizzata a Roma. Tuttavia, ogni avvicinamento con la Cina rende incerta la posizione di Taiwan. L\u2019ambasciata di Taiwan presso la Santa Sede ha dato prova di grande iniziativa, mostrandosi pronta a sostenere la Santa Sede in molti interventi umanitari, a partire dalla pandemia di COVID 19.<\/p>\n<p>La questione del Nicaragua e\u0300 un altro tema che e\u0300 stato centrale per la Santa Sede. Il 12 marzo, dopo che gia\u0300 era stato abolito il decano del corpo diplomatico, il governo Ortega ha espulso il nunzio Waldemar Sommertag. Nel corso dei mesi successivi, gli attacchi alla Chiesa sono proseguiti: non solo il governo ha chiuso dei media appartenenti alla Chiesa, ma sono cresciute le intimidazioni a fedeli e sacerdoti. Ad agosto, e\u0300 stato arrestato il vescovo Rolando Alvarez di Matagalpa, insieme ad altri quattro sacerdoti. Il viaggio dell\u2019arcivescovo Gallagher in America Centrale a fine giugno ha avuto un suo peso, perche\u0301 testimonia una presenza ancora piu\u0300 forte della Santa Sede nell\u2019area. Va considerato che il Cardinale Parolin, Segretario di Stato vaticano, e\u0300 stato in Messico a fine di aprile per celebrare i 30 anni di relazioni diplomatiche in quello che e\u0300 stato il secondo viaggio nel Paese in due anni.<\/p>\n<p>Il Venezuela e\u0300 ancora senza nunzio, ma e\u0300 degno di rilievo il fatto che l\u2019arcivescovo Edgar Pena Parra, e\u0300 stato in Venezuela dal 12 al 18 novembre, incontrando anche il presidente venezuelano Nicolas Maduro.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il panorama medio orientale e nel Golfo, il viaggio del Papa in Baherein lo scorso novembre ha anche contribuito a stringere migliori rapporti di dialogo con il mondo arabo, mentre la Santa Sede e\u0300 sempre attenta riguardo la situazione in Libano, dove il Papa vorrebbe andare.<\/p>\n<p>Annullato il viaggio in Repubblica Democratica del Congo e in Sud Sudan lo scorso anno, il Papa andra\u0300 in questi Paesi tra il 31 e il 5 gennaio, inaugurando cosi\u0300 l\u2019anno dei viaggi papali.<\/p>\n<p>Da seguire con attenzione, per la Santa Sede, e\u0300 la questione del Caucaso, in particolare la situazione del Nagorno Karabakh, Artsakh secondo l\u2019antico nome armeno Dopo il conflitto che ha portato ad una pace dolorosa, l\u2019Azerbaijan ha chiesto la mediazione della Santa Sede e anticipato che rafforzera\u0300 la sua presenza a Roma stabilendo un ambasciatore residente. Da vedere se la Santa Sede accettera\u0300 di operare da mediatore, e quale posizione prendera\u0300. Da una parte, c\u2019e\u0300 un rapporto con l\u2019Azerbaijan di lunga durata e rafforzato anche dalle donazioni che la fondazione della moglie del presidente azero fa alla Santa Sede per il restauro delle catacombe. Dall\u2019altro, il rapporto privilegiato con la prima nazione cristiana, e soprattutto la preoccupazione per i luoghi di culto cristiani. Diversi gli incontri in Vaticano sul tema, con un filo diretto tenuto dalla Segreteria di Stato.<\/p>\n<p>Alla fine dell\u2019Angelus del 18 dicembre, Papa Francesco ha nominato la situazione nel corridoio di Laichin.<\/p>\n<p>Cinque chilometri di strada, che permettono di fare arrivare da Erevan medicine, cibo, benzina e beni di prima necessita\u0300, che dal 12 dicembre sono stati bloccati per qualche giorno da centinaia di manifestanti ambientalisti, inviati dal governo dell\u2019Azerbaijan.<\/p>\n<p>FOCUS MULTILATERALE<\/p>\n<p>La Santa Sede alle Nazioni Unite di New York<\/p>\n<p>.La Santa Sede ha lo status di Osservatore Permanente presso le Nazioni Unite dal 1964. Non ha mai voluto lo status di Stato membro, nonostante questo fosse stato offerto piu\u0300 volte, per mantenere la propria liberta\u0300, evitare di votare (o non votare, che sarebbe comunque una presa di posizione) nelle risoluzioni sotto il Capo 7 della Carta ONU, che riguarda le dichiarazioni di guerra, e rimanere libera da qualunque politicizzazione.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno, la Missione dell\u2019Osservatore Permanente delle Nazioni Unite ha tenuto circa 50 interventi.<\/p>\n<p>Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, e\u0300 stato presente all\u2019apertura dell\u2019assemblea generale del 2022, e ha tenuto nell\u2019occasione cinque interventi.<\/p>\n<p>La Santa Sede alle Nazioni Unite di Ginevra<\/p>\n<p>La missione di Ginevra e\u0300 una missione di importanza centrale, perche\u0301 non dedicata solo alle Nazioni Unite, ma anche all\u2019UNCTAD, l\u2019agenzia ONU per il Commercio; ma anche all\u2019Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, tema cruciale per Papa Francesco; e al WIPO, l\u2019Organizzazione Internazionale per la Proprieta\u0300 Intellettuale dove si gioca la partita difficilissima dei brevetti dei vaccini.<\/p>\n<p>Nel corso dell\u2019anno, la missione di Ginevra ha tenuto 35 interventi, contro i 27 dello scorso anno.<\/p>\n<p>La missione della Santa Sede a Vienna<\/p>\n<p>La missione della Santa Sede a Vienna e\u0300 casa del Rappresentante Permanente della Santa Sede presso l\u2019Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa (OSCE), che la Santa Sede contribui\u0300 a fondare partecipando attivamente ai negoziati per il trattato di Helsinki nel 1975 e facendo includere in questo trattato il tema della liberta\u0300 religiosa.<\/p>\n<p>Questi e\u0300 anche il rappresentante della Santa Sede verso l\u2019AIEA, l\u2019Agenzia Internazionale per l\u2019Energia Atomica, di cui la Santa Sede e\u0300 Paese fondatore.<\/p>\n<p>Durante l\u2019anno, l\u2019Osservatore della Santa Sede, monsignor Janusz Urbanczyk, ha tenuto 22interventi.<\/p>\n<p>La Missione della Santa Sede alla FAO<\/p>\n<p>Osservatore Permanente alla FAO e alle altre agenzie delle Nazioni Unite per l\u2019Agricoltura e l\u2019Alimentazione e\u0300 monsignor Fernando Chica Arellano, che non manca di sottolineare il problema della fame del mondo in diversi articoli per l\u2019Osservatore Romano.<\/p>\n<p>Tra le iniziative, quella, lo scorso 12 dicembre, del Simposio \u201cIl Messaggio della Montagna\u201d presso Casina Pio IV, sede della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. Il simposio era promosso dal Dicastero della Cultura e l\u2019Educazione insieme al Segretariato della Mountain Partnership della FAO, ed ha visto anche la presenza di Qu Dongyu, segretario generale della FAO.<\/p>\n<p>Il 27 ottobre si e\u0300 tenuto poi il seminario \u00ab\u00a0Non lasciare nessuno indietro: una migliore produzione, una migliore alimentazione, un ambiente migliore e una vita migliore per tutti\u00a0\u00bb.<\/p>\n<p>L&rsquo;incontro, promosso dalla Missione permanente di osservazione della Santa Sede presso la FAO, l&rsquo;IFAD e il PAM, dal Forum Roma di Ong d&rsquo;ispirazione cattolica insieme a UNESCO Chair in Bioethics and Human Rights stabilita presso l&rsquo;Ateneo Regina Apostolorum, aveva l&rsquo;obiettivo di riflettere sull\u2019urgente necessita\u0300 di trasformare il modo in cui produciamo e consumiamo il cibo, per noi stessi e per il nostro Pianeta, consapevoli che cio\u0300 richiedera\u0300 una cooperazione senza precedenti.<\/p>\n<p>La rappresentanza della Santa Sede presso il Consiglio d\u2019Europa<\/p>\n<p>La Santa Sede coopera con il Consiglio d\u2019Europa dal 1962, e dal 7 marzo 1970 diventato Stato Osservatore. Al 2014, la Santa Sede aveva ratificato 6 convenzioni del Consiglio d\u2019Europa e partecipato a diversi accordi parziali, sia come Stato membro che come Stato Osservatore.<\/p>\n<p>La missione della Santa Sede presso il Consiglio d\u2019Europa a Strasburgo ha lo scopo di intrattenere un dialogo costruttivo con i 47 Paesi membri del Consiglio e i 5 Paesi osservatori, allo scopo di appoggiare tutte le iniziative che puntino a costruire una societa\u0300 democratica fondata sul rispetto della dignita\u0300 dell\u2019essere umano.<\/p>\n<p>Tra le attivita\u0300 della missione della Santa Sede presso il Consiglio d\u2019Europa, quello di fare da trait d\u2019union con MONEYVAL, il Comitato che valuta la trasparenza finanziaria dei Paesi che decidono di sottoporsi alla sua valutazioni. La Santa Sede e\u0300 entrata nel processo MONEYVAL dal 2011, facendo una serie di progressi nell\u2019attivita\u0300 finanziaria che sono stati certificati anche nell\u2019ultimo rapporto sui progressi del dicembre 2017. L\u2019ultimo rapporto MONEYVAL e\u0300 stato pubblicato ad aprile 2021.<\/p>\n<p>La missione della Santa Sede all\u2019UNESCO<\/p>\n<p>Sembra essere piu\u0300 silenziosa, la missione della Santa Sede all\u2019UNESCO, l\u2019agenzia ONU per la cultura. E durante quest\u2019anno non sono stati diffusi interventi presso le assemblee dell\u2019organizzazione, che vengono distribuiti con parsimonia.<\/p>\n<p>Di certo, la Santa Sede ha seguito con particolare attenzione l\u2019invio di una missione UNESCO in Turchia per verificare il cambiamento di status di Santa Sofia, cosi\u0300 come il fallimento della missione UNESCO in Nagorno Karabakh, che ha visto l\u2019opposizione degli azeri.<\/p>\n<p>Uno dei grandi successi diplomatici e\u0300 stata la decisione dell\u2019organizzazione di celebrare quattro personaggi cristiani nel prossimo biennio. Si tratta di Santa Teresa di Lisieux, di cui nel 2023 si celebrare il 150esimo della nascita; di Gregor Mendel, il padre della genetica, monaco, di cui si ricorderanno i 200 anni dalla nascita; e Copernico, di cui ricorre il 550esimo dalla nascita; e di Nerses il grande, il monaco armeno detto \u201cil grazioso\u201d, ricorre l\u2019850esimo dalla morte.<\/p>\n<p>Dal 2002, la missione era retta da monsignor Francesco Follo. Nuovo osservatore e\u0300 stato nominato monsignor Eric Soviguidi, chiamato a portare avanti questo lavoro di cucitura.<\/p>\n<p>L\u2019Osservatore della Santa Sede all\u2019Organizzazione Mondiale del Turismo<\/p>\n<p>In pochi sanno che la Santa Sede ha un Osservatore anche all\u2019organizzazione mondiale del Turismo. Dal 1988, si sono succeduti 6 osservatori, e l\u2019ultimo, ancora in carica, e\u0300 monsignor Maurizio Bravi, nominato nel 2016.<\/p>\n<p>Lo scorso 11 settembre, monsignor Bravi e\u0300 intervenuto alla firma del Protocollo di intesa fra le Romee Maggiori: Francigena, Romea Germanica e Romea Strata. In quell\u2019occasione, monsignor Bravi ha sottolineato sottolineando il valore degli itinerari culturali europei, titolo di cui gia\u0300 si fregiano la Francigena e la Romea Germanica, mentre e\u0300 in via di definizione per la Romea Strata. \u201cIl primo itinerario ad essere certificato \u2013 aveva detto monsignor Bravi \u2013 fu il Cammino di Santiago. L\u2019obiettivo degli itinerari certificati dal Consiglio d\u2019Europa e\u0300 promuovere quei valori che guidano la sua azione politica e che ne costituiscono l\u2019identita\u0300 (diritti dell\u2019uomo, democrazia, stato di diritto, dialogo interculturale). Tra questi valori si situa anche l\u2019espressione religiosa, in particolare quella cristiana, che ha impregnato nei secoli la storia dell\u2019Europa\u201d .<\/p>\n<p>FOCUS TRATTATI<\/p>\n<p>Gli accordi della Santa Sede<\/p>\n<p>Il 15 agosto, la Santa Sede ha firmato l\u2019accordo con la Repubblica Democratica di Sao Tome\u0301 e Principe. L\u2019accordo e\u0300 il numero 215 della Santa Sede con uno Stato, e rientra nell\u2019ampia casisti di accordi o condordati che la Santa Sede sigla con le nazioni con cui ha rapporti bilaterali per definire meglio il ruolo e le competenze della Chiesa nello Stato.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda accordi e concordati, si contano 261 accordi bilaterali della Santa Sede. Tra questi, alcuni sono modifiche di accordi, mentre altri sono accordi ancora in vigore. In tutto, secondo una relazione, ci sono 214 concordati e accordi tra la Santa Sede e 74 nazioni, e di questi 154 accordi sono stipulati con 24 nazioni europee.<\/p>\n<p>L\u2019accordo con Sao Tome\u0301 e Principe viene due anni dopo l\u2019accordo con l\u2019Angola, firmato il 13 settembre 2019 e ratificato il 21 novembre dello stesso anno.<\/p>\n<p><strong>Pour plus d&rsquo;informations et d&rsquo;analyses sur la <a href=\"https:\/\/www.africa-press.net\/guinee-equatoriale\">Guinee Equatoriale<\/a>, suivez <a href=\"https:\/\/www.africa-press.net\/\">Africa-Press<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andrea Gagliarducci Africa-Press &#8211; Guinee Equatoriale. Numeri, novita\u0300 e curiosita\u0300 della diplomazia pontificia nel 2022. Gli avvicendamenti dei nunzi. 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